Pontile

Il pontile

Nella seconda metà dell’ottocento Forte dei Marmi è uno snodo cruciale per lo scalo dei marmi. Il materiale veniva portato dalle vicine Apuane  fino alla spiaggia per poi essere caricato sui navicelli per mezzo di chiatte, oppure tirando in secca con i buoi i bastimenti. Si avvertì la necessità di costruire un ponte caricatore, che agevolasse il carico dei bastimenti senza che questi dovessero essere tirati in secca, complicando e rallentando le operazioni. 
Tra l’agosto 1876 e il febbraio 1877 venne realizzato il pontile caricatore su progeto dell’ing. Giovanni Costantini.La lunghezza del molo raggiunse i 257,75 metri, sostenuto da 216 piloni di pino di 135 cm di diametro ciascuno. In cima venne collocata una potente gru, chiamata “Mancina” perché il suo movimento rotatorio era sempre verso sinistra; aveva una portata di 20 tonnellate per caricare il marmo sulle imbarcazioni. Nel 1932 il ponte fu allungato fino a circa 290 metri dalla battigia.
Il pontile contribuì in maniera determinante alla crescita economica e al conseguente sviluppo demografico di Forte dei Marmi e rimase in funzione anche durante la Seconda Guerra Mondiale ma nel 1943 venne distrutto dai tedeschi a colpi di mitragliatrice e successivamente minando i piloni.  
Nell’immediato dopoguerra, la ricostruzione del pontile divenne subito una priorità per la cittadinanza e le amministrazioni comunali. 
I lavori per la realizzazione del nuovo pontile, così come lo conosciamo oggi, cominciarono nel 1955 e il 18 maggio 1958 l’allora sindaco Antonio Molino inaugurò la nuova opera.
Il pontile, in cemento armato, misura 275 metri di lunghezza; nei primi 235 metri la larghezza è di 5 metri e di 8 negli ultimi 40.
E’ la meta prediletta dei fortemarmini di tutte le generazioni e passeggiata immancabile per chi soggiorna a Forte dei Marmi.

(Testo tratto da “Il Ponte caricatore” di Giorgio Giannelli, 2008)

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