Il Comune di Forte dei Marmi commemora la strage di S. Anna con Elisabetta Salvatori in “Scalpiccii sotto i platani”.

Il Comune di Forte dei Marmi commemora la strage di S. Anna
con Elisabetta Salvatori in “Scalpiccii sotto i platani”.
Sagrato della Chiesa di S. Francesco venerdì 10 agosto alle 21.30, ingresso libero

Il Comune di Forte dei Marmi commemora la strage di S. Anna con la rappresentazione di Elisabetta Salvatori “Scalpicci sotto i platani”. L’evento, a cura della presidenza del consiglio comunale, è in programma venerdì 10 agosto alle 21.30 sul sagrato della chiesa di S. Francesco a Vittoria Apuana ad ingresso libero. Accompagnata, come sempre, dallo struggente violino di Matteo Ceramelli, Elisabetta racconterà la strage di S. Anna. Un toccante lavoro di teatro civile, dedicato ad uno dei capitoli più bui della recente storia del nostro Paese. L’evento rientra nel calendario delle celebrazioni promosse dal Comune di Stazzema con il Parco della Pace. “La rappresentazione – ha dichiarato il presidente del consiglio comunale Simona Seveso- è il secondo appuntamento con il teatro di Elisabetta Salvatori, che abbiamo voluto portare nelle piazze, come è già successo in occasione della commemorazione della strage di Viareggio. Prima di iniziare il commosso racconto, verranno proiettate alcune immagini dell’associazione I colori della Pace, che dal 10 al 12 agosto presenterà una mostra di disegni dei bambini di tutto il mondo, all’interno della chiesa di S. Francesco”. 
In Scalpiccii Elisabetta ritorna agli ultimi momenti di vita degli abitanti di Sant’Anna di Stazzema prima del compimento dell’eccidio, nell’estate del 1944, ad opera del 16° battaglione SS della “Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Reichsführer”. 
Il racconto ci riporta a quei momenti prima dell’ecatombe e ancora prima, al 10 agosto, la notte delle stelle cadenti, quando sotto i platani della piazzetta della chiesa i bambini fanno un girotondo e si sente lo scalpiccio dei loro piedini. La Salvatori ripercorre gli attimi concitati che precedono la strage, racconta gli stati d’animo delle persone, attraverso i ricordi dei pochi sopravvissuti e ne cattura le emozioni più profonde.