51° PREMIO INTERNAZIONALE DI SATIRA POLITICA FORTE DEI MARMI. Sabato 16 settembre, ore 18 – La Capannina di Franceschi Diretto da BEPPE COTTAFAVI – conduce FABRIZIO BIGGIO Forte dei Marmi capitale della satira politica

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Pubblicato il 7 Settembre 2023

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7 September 2023

Al via la 51° edizione del Premio Internazionale di Satira Politica di Forte dei Marmi che verrà assegnato sabato 16 settembre alle ore 18 alla Capannina di Franceschi.

Si tratta della più importante e prestigiosa manifestazione dedicata a questo linguaggio che avviene nel capoluogo della Versilia, trasformando la cittadina balneare nella capitale della satira.

È il Premio Satira Forte dei Marmi, il riconoscimento alla critica più dissacrante, non solo sulla carta stampata dei libri e dei giornali ma in tv, nel teatro, nell’arte, nel cinema, nella musica. Ora anche nei social e nei podcast. La satira è critica attraverso l’umorismo. Due tratti distintivi essenziali: essere feroce e far ridere. Citando le parole di Sciascia pronunciate in occasione del ritiro del suo premio, «la satira è il luogo di confine tra la letteratura, il potere e la gente».

Sul palco a presentare la premiazione ci sarà Fabrizio Biggio, attore e conduttore fiorentino, volto del programma cult Viva Rai2! al fianco di Fiorello, e metà della coppia comica “I soliti idioti”.

«La satira politica sembrava evaporata, assieme alla politica. – dichiara Beppe Cottafavi, direttore deI premio – Invece no. Rinasce là dove non te l’aspettavi più: su giornali con vignette che fanno incazzare i politici, alla radio con rassegne stampa molto divertenti, nei teatri e nei club coi monologhi della stand-up. E, a proposito, ci sarà un premio per il più bravo di tutti, che riveleremo a breve. W la Satira e il suo Premio del Forte. Un presidio di libertà e di democrazia. Per di più a fianco del Twiga. Uno spasso.»


«Il Premio Satira Politica di Forte dei Marmi, anche quest’anno, è andato a ricercare e premiare, attraverso la sua giuria, le tracce e le manifestazioni di quello spirito mordace e sarcastico che noi “toscanacci” ben conosciamo e che riluce per sua natura, ricordando a tutti che occorre avere il coraggio di ridere di tutto, perfino di noi stessi. – aggiunge il Sindaco Bruno MurziSpesso amara, naturalmente graffiante, irriducibile e impossibile da addomesticare, quest’arte nel tempo ha cambiato molte forme, talvolta allontanandosi dai mezzi tradizionali per far risuonare la sua risata sardonica attraverso canali più disparati, espressioni artistiche che, a volte, hanno tardato a veder riconosciuto il proprio valore e rilevanza sociale: fumetto, grafica, serie TV, radio, libri e stand-up comedy. La satira rappresenta una delle forme più autentiche di libertà e il premio di Forte dei Marmi, da cinquantun anni, punta a tutelarla, valorizzarla, e tenerla viva.»

PREMIO SATIRA FORTE DEI MARMI 2023I PREMIATI

(Alla lista manca la categoria “Personaggio e programma dell’anno” che verrà svelata a breve)

Scienza – BARBASCURA X

Con il suo canale YouTube Barbascura X ha rivoluzionato la divulgazione scientifica in Italia mescolandola, come mai nessuno prima, con la stand-up comedy. Surreale e accurato, divertente e rigoroso, irriverente e popolare, Barbascura ha creato un nuovo linguaggio per raccontare la scienza, e non solo online: infatti, con Il satiro scientifico – la rivista in cui mette insieme i divulgatori più autorevoli con i comici più esilaranti del panorama italiano – ha offerto al pubblico uno spazio di divulgazione unico e innovativo, perfetto per imparare ridendo.

Podcast – TINTORIA (di Daniele Tinti e Stefano Rapone)

Se è vero che il podcast è un mezzo semplice da utilizzare è anche vero che per fare un buon podcast comico non bastano due umoristi, due microfoni e un intervistato. Daniele Tinti ha inventato il primo vero podcast comico d’Italia dalla sua cucina e ha trovato in Stefano Rapone la spalla perfetta per amalgamare la naturalezza e la semplicità del mezzo al genio comico che entrambi incarnano. Tintoria è il prodotto di un lavoro e di una ricerca costante nell’essenza della comicità, messa in pratica con destrezza e perizia da due professionisti eccezionali nel mettersi al servizio dell’ospite di turno, esaltandone il talento. 

Stand-up comedy – DANIELE FABBRI

Da qualche anno la maggior parte dei comici ha messo da parte la matrice satirica e di critica sociale per dedicarsi a un umorismo più intimo e personale. Daniele Fabbri ha il pregio straordinario di non aver mai smesso di guardare, con sguardo sferzante e senza compromessi, alla politica e alla società, attraverso una scrittura comica chirurgica che eleva i suoi monologhi di stand-up a veri e propri pezzi di letteratura satirica. In un perfetto mix di intimità e universalità che ne cementano il talento, Fabbri è, dopo anni di solida esperienza, una voce satirica imprescindibile.

Stand-up comedy – YOKO YAMADA

La stand-up comedy è un terreno di sperimentazione e di affermazione, e Yoko Yamada è la comica che in Italia incarna con più forza il cambiamento e l’evoluzione di un genere ormai consolidato. La sua comicità si radica nel cambiamento generazionale, nell’apertura culturale e nell’evoluzione naturale del pensiero umoristico al passo con la stratificazione sociale, dentro e fuori dai social network. Yamada, senza ombra di dubbio, è la sfaccettata, importante, radicale, nuova stand-up comedy italiana.

Libro – CHIARA GALEAZZI – Poverina (Blackie edizioni)

La letteratura umoristica non è un lavoro da ridere. Chiara Galeazzi con Poverina si è inserita nel solco tracciato dei grandi umoristi letterari, la Fran Lebowitz a David Sedaris, passando per Achille Campanile e Beppe Viola, trasformando la sua sventura in un racconto tragicomico di proporzioni quasi epiche, leggendo il quale – e non è per niente scontato – si ride parecchio. Partendo da sé e dalla sua personale sfortuna Galeazzi traccia, tra ansia, sollievo e disincanto, un profilo preciso della sua generazione: questo la rende universale.

Libro – DARIO FERRARI – La ricreazione è finita (Sellerio)

Marcello, il protagonista viareggino del romanzo del viareggino Ferrari, per spirito di contraddizione, partecipa a un concorso di dottorato in Lettere a Pisa, e imprevedibilmente lo vince – a dispetto di santi e Sacrosanti, il suo professore, barone che gestisce il dipartimento come Mourinho gestiva lo spogliatoio dell’Inter. Gli viene affidata una tesi sul suo conterraneo Tito Sella, terrorista morto in carcere, dove si dice abbia scritto una presunta autobiografia mai ritrovata. Il miglior romanzo dell’anno, che non vince lo Strega ma il Satira: satira su come funziona una carriera nell’università, perfino sulla geopolitica di come si scrive un articolo “scientifico” e come viene valutato. Menzione doverosa per una scena memorabile: l’esplosione terroristica al carnevale di Viareggio del carro raffigurante un bacio tra Berlinguer e Aldo Moro.

Serie tv – CALL MY AGENT ITALIA (Sky-Palomar)

Dopo le vette di Boris, il meta-umorismo sullo show business sembrava aver esaurito la vena. A colmare questa lacuna è arrivata Call my agent Italia, serie che punta l’obiettivo sul mondo degli agenti delle celebrità, personaggi dall’aura misteriosa che gestiscono tra ansie e nevrosi le carriere di attori e registi, trasformandosi all’occorrenza in confidenti, psicologi e badanti. Il risultato è molto divertente, pienamente all’altezza dell’originale francese: merito di una regia e di un cast azzeccatissimi, di tante guest star pronte a prendersi in giro e della sceneggiatrice Lisa Nur Sultan, che insieme a Federico Baccomo è riuscita a declinare perfettamente la follia che circonda l’industria dello spettacolo di casa nostra.

Disegno satirico – MARIO NATANGELO 

Matita del Fatto Quotidiano fin dal primissimo giorno, il percorso di crescita di Mario Natangelo è sotto gli occhi di tutti, come lo è il suo coraggio nell’affrontare argomenti sensibili – rispettando i tempi serrati della pubblicazione giornaliera – e la sua abilità nel farlo in modo provocatorio ma intelligente, senza timore di essere esplicito e far discutere. Come nel caso della vignetta che, ironizzando sul tormentone suprematista della sostituzione etnica, gli è costata fiumi di fango, intimidazioni e querele, riuscendo a scandalizzare in maniera trasversale; quel che dovrebbe fare ogni disegnatore satirico.

Social network – FILOSOFIA COATTA (di Giulio Armeni)

Partito dalla divulgazione filosofica in salsa romanesca, Giulio Armeni è diventato in brevissimo tempo un punto di riferimento della satira online creando, con la pagina Filosofia coatta, un suo personale universo parallelo: un universo in cui Pasolini investe in criptovalute, il grande Totò è in realtà un milanese sotto copertura e il responsabile del disastro di Chernobyl è Jovanotti. Grazie a una fantasia funambolica Armeni riesce a umanizzare politici e celebrità di ogni tempo, trasfigurandoli attraverso stilemi e linguaggi dei nuovi social. Il risultato è una sorta di fotoromanzo perpetuo, sempre sul pezzo, che incrociando riferimenti pop e classici riesce a elevare il meme a prodotto culturale.

51 ANNI DI STORIA

Il graffio satirico ha premiato scrittori, giornalisti, disegnatori, comici italiani e internazionali, da Achille Campanile a Corrado Guzzanti, Valerio Lundini e Emanuela Fanelli. Da Cesare Zavattini a Renzo Arbore, Gigi Proietti, Fiorello e Roberto Benigni. Passando per Dino Risi, Paolo Villaggio, Carlo Verdone, Nanni Moretti. Per il disegno: da Altan, Staino e Tullio Pericoli a Zerocalcare, Makkox e Fumettibrutti. Scrittori del calibro di Leonardo Sciascia, Fruttero e Lucentini, Alberto Arbasino, Giuseppe Pontiggia, Andrea Camilleri. Il professor Cipolla, quello delle leggi sulla stupidità, il perfido professore della politica Giovanni Sartori, Edmondo Berselli, quello del più mancino dei tiri. Più di recente il professor Claudio Giunta che prese per i fondelli Renzi in una divertente fenomenologia, e Walter Siti, scrittore massimo contro l’impegno. Dal mondo: la strepitosa cartoonist del New Yorker Liza Donnelly, Plantu, vignettista di Le Monde, Jules Feiffer che ha vinto anche un Oscar e un Pulitzer, come Gary Trudeau per il fumetto Doonesbury, David Levine per sue caricature sulla New York Review of Books. Grandi giornalisti come Indro Montanelli e Enzo Biagi, e ancora Dario Fo, Serena Dandini, Ficarra e Picone, Virginia Raffaele, Geppi Cucciari, Paola Cortellesi, Michela Giraud. Per il giornalismo più recente: Filippo Ceccarelli, Teresa Ciabatti, Marco Damilano, Curzio Maltese, Stefano Bartezzaghi, Guia Soncini, Michele Masneri, Mattia Feltri. Scrittori come Antonio Manzini, Marco Malvaldi, Franceso Piccolo. Premi internazionali: Mikhail Zlatkovsky, Gore Vidal, Fran Lebowitz, l’anno scorso. Testate come Le Canard Enchaîné, Charlie Hebdo, quelli dell’attentato terroristico del 2015 a Parigi, in cui morirono i vignettisti Wolinski, Cabu e Charbonnier, tutti passati da Forte dei Mami. E poi Linus, Il Male, Cuore, Comix, Il Vernacoliere.

IL SATIRO DI ALTAN

Il Premio Satira consiste in un satiro azzurro dalle unghie affilate disegnato da Altan. Meraviglioso. E non si prende affatto sul serio, ma è importante perché è il presidio della satira – e quindi della libertà – in anni non certo felici per questo linguaggio.


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